venerdì 28 giugno 2013


Parto da questa mia foto che, come la Gioconda di Leonardo, comunica una certa enigmaticità. (non pensate che voglia paragonarmi, naturalmente, alla bellezza del dipinto).
I primi commenti alla foto hanno inspirato nei commentatori pensieri che fossi arrabbiato e deciso a fare piazza pulita di persone o cose che assillano la mia vita e ciò mi ha fatto riflettere.
Inconsciamente, o forse non troppo inconsiamente, probabilmente è vero.
Perchè è vero?
Analizzando la fotografia e analizzandomi interiormente vedo innanzitutto un IO INCONSCIO che vorrebbe nascondersi dietro una parvenza di sicurezza e di cattiveria verso tutto e tutti insensibile a chi da fuori mi chiama e mi cerca, tengo a precisare, oltretutto, che tale foto è stata scattata di fronte allo specchio del bagno che per definizione è il luogo dove, solitamente, ognuno di noi si chiude per essere soli e irrangiungibili.
Proprio perchè nessuno poteva vedermi, la parvenza di cattiveria potrebbe essere vera come potrebbe essere vera quella di sicurezza ma è qui che entra in gioco l'IO CONSCIO.
Come mi sento veramente?

FRAGILE.

Sono, come tutti, una canna al vento, un granello di polvere che viaggia pensando di poter andare dove vuole ma che in realtà è trasportato da forti bufere verso luoghi imprevedibili: belli e brutti, grandi e angusti, luminosi e bui, caldi e freddi.
Alla luce degli ultimi fatti che sono letteralmente stati "mattonate" voglio mettermi a nudo e comunicare a tutti la mia fragilità. 
Ora ho un'eredità spirituale che come un fardello pesantissimo mi è stata lasciata. Coltivarla per farla crescere sarà pesantissimo ma gli insegnamenti che mi sono stati impartiti non mi permettono di abbandonare una strada così già ben tracciata. 
SURSUM CORDA
IN ALTO I CUORI ED AVANTI TUTTA
Fragile ma conscio di dover solo far crescere germogli sani e ben piantati.

Moreno


domenica 23 giugno 2013

AL MIO PAPA'


AL MIO PAPA'


Te ne sei andato in silenzio, in punta di piedi, come solo tu sapevi fare con la delicatezza che ti contraddistingueva, senza chiedere niente se non di tornare a casa quando di certo avevi capito che presto saresti andato ad incontrare i tuo amici a cui tenevi tanto specialmente quegli amici che prematuramente ti avevano abbandonato lasciandoti con l'amaro in bocca. 
Ti sei sacrificato per la tua famiglia, facendoci capire fino all'ultimo tuo respiro nella notte del solstizio dell'incommensurabile forza che una famiglia unita può avere. 
Te la mamma io e mia sorella: le fondamenta. 
Sembra che sei stato tu a scegliere il momento e l'ora dell'ultimo crudele momento in cui il ramo più bello è stato reciso dall'immenso e bellissimo albero che noi siamo. 
Mille cose facevi gratuitamente, solo per spirito di servizio. 
Mille persone aiutavi senza chiedere niente in cambio ma solo perchè il tuo cuore non ne poteva fare a meno. Te ne sei andato con il sorriso che tutti vedevano incontrandoti. 
Niente ti faceva paura: hai scalato per noi le montagne, hai attraversato mari, sei stato provato col fuoco,  e ne sei uscito sempre da vincitore.
Ci hai insegnato il rispetto, la discrezione, il saper ascoltare, l'amore per il prossimo, il "lasciare sempre il profumo e non la puzza", la famiglia come ricchezza che cresce nel tempo e che diventa miseria quando si divide, che il denaro e l'ignoranza creano odio e che la povertà e il sapere amore, che ci si deve dimenticare dei torti subiti e ricordare del bene ricevuto.
Ci mancherà sentire parlare i tuoi silenzi.
Ci mancherà la grandezza della tua minuta figura.
Ci mancherà la saggezza della tua semplicità e la semplicità della tua saggezza.
E' faticoso e difficile mantenere questa tua grande eredità che insieme a mamma ci hai lasciato ma spero che con il tuo aiuto io possa farla crescere e trasmetterla a quelli che mi stanno intorno e alle tue nipoti che tanto amavi e che tanto ti amavano.
Spero di non averti deluso e di non deluderti, sei e sarai sempre nel mio e nei nostri cuori.
 TI VOGLIO BENE
MORENO