martedì 26 febbraio 2013

UNO STRANO MOMENTO

Chi mi conosce sa che sono una persona che cerca di essere obbiettiva, onesta , che cerca di aiutare gli altri, che sta male quando vede gli altri star male, che cerca di praticare la teoria di "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", che cerca di far bene il proprio lavoro che non ama essere sotto i riflettori e che cerca di migliorare il futuro di tutta la collettività per assicurare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi.

Ho sottolineato "CHE CERCA" perché a volte mi rendo conto che non riesco a fare quello che,
IN BUONA FEDE , mi propongo di fare o di essere. Anche andare a votare il partito o movimento che più mi convince è l'espressione di quello che ho scritto sopra; non voto per chi mi promette benefici al mio solo orto.

Tutto questo cappello per arrivare ad un mio pensiero che da molto tempo crea nella mia testa una grande confusione e dolore che è quello di NON SENTIRMI POPOLO con NESSUNO, e questa sensazione è più forte specialmente nel periodo nelle quali ci sono campagne elettorali ed elezioni. Gente che di solito a malapena ti saluta che ti si presenta con il sorriso in bocca con volantini o santini alla quale forse neanche loro credono veramente, "amici" che ti cercano solo quando hanno bisogno di qualcosa e che come motivazione ti dicono "siamo tutti superimpegnati dal lavoro o dalla famiglia" e magari è vero ma se così fosse, quale grama vita facciamo se non abbiamo nemmeno più tempo per coltivare le amicizie?

SIAMO SOLO ANIMALI DA PRODUZIONE RIPRODUZIONE E CONSUMO

Non pensiamo più alla crescita intellettuale, ci lasciamo rimbecillire da programmi tv che bruciano il cervello, ci lasciamo irretire da promesse che mai saranno mantenute fatte da persone improbabili.
Su facebook è girato di tutto sia di destra che di sinistra che di centro: bugie, mezze verità, promesse di miracoli, insulti da stadio (gli stadi, a proposito, sarebbe ora di chiuderli), frasi irrispettose degne solo di un "popolo" barbaro, senza un confronto vero.
Probabilmente anche il  PAPA si è accorto di questo e, riconosciutosi troppo vecchio, ha abbandonato il suo ruolo preferendo pregare in clausura per un mondo migliore.
Siamo oramai un sedicente popolo  che popolo non è alla mercé di organizzazioni che mirano al proprio guadagno e non al bene collettivo, i vari spread, indici di borsa e tutti gli altri indici dell'economia non sono altro che ulteriore fumo negli occhi in chi già vive all'interno di una ciminiera.
Le elezioni anche questa volta sono una farsa, io in buona fede, anche questa volta, non ho votato il partito migliore ma il meno peggio e questo vuol dire che ancora una volta non mi identifico con nessuno pienamente. E' vero che considero la diversità di vedute una ricchezza ma polemizzare senza costruire non arricchisce nessuno se non chi vuole a tutti i costi comandare.

Termino questo insalatone di pensieri messi alla rinfusa e forse poco chiari anche a me con l'auspicio che tutti possano aspirare ad un mondo dove la parola d'ordine sia RISPETTO E CRESCITA CULTURALE E NON PROFITTO ECONOMICO. 

Sentirsi popolo significa guardare tutti nella stessa direzione convinti che, in buona fede, chiunque vada a governare ci governerà con la coscienza di fare il bene di tutti e non di pochi.

Speriamo bene.


Moreno